L'estate appena passata è stata caldissima e rovente.
E' stata insolitamente lunga, le belle giornate si sono estese da un fine maggio insolitamente caldo, fino ad un settembre bellissimo con temperature gradevoli.
Ne abbiamo approfittato io e la family per andare in Croazia per una settimana e sono rimasto davvero sorpreso da quella terra fino ad oggi sconosciuta.
Una terra dove si vedono chiaramente i segni di una guerra passata, ma l'aspetto più impressionante è la voglia di voler ricostruire del popolo croato.
Tante sono le case nuove (e devo dire sempre coerenti nello stile con il paesaggio marino della zona), le strade sono pulite, la gente è cordiale e super ospitale.
Personalmente sono stato in un appartamento gestito da una signora (che ovviamente non conoscevo) ma che ci ha trattati come facessimo parte della famiglia.
Uno spettacolo.
E' stata la vacanza che sognavo, tanto riposo, tanto relax, un caldo non eccessivo ed un mare stupendo.
Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo quando le vacanze avevano questo sapore, un sapore di calma e tranquillità.
Di piccole strade e di profumo di salsedine, di semplici giochi sulla spiaggia e del gelato preso la sera, come grande svago di una vacanza che sembra finire troppo presto.
Sarà che mi rivedo in mia figlia, che ha vissuto nei gesti più semplici di queste vacanze una gioia purissima (che solo un bambino può avere).
Siamo tornati tutti molto carichi a casa, sapendo che l'autunno porta sì maggior fatica, ma il culmine di esso è il periodo di natale.
Questo periodo autunnale di raccordo tra l'estate e il freddo inverno permette di godersi maggiormente le serate fredde; sono adatte per poter lasciar riposare il cervello e l'anima, sono perfette per stare davanti ad un fuoco caldo con una bella tazza di the caldo, in attesa della bella stagione che andrà a migliorare nella tarda primavera.
Ed è anche il periodo del mio compleanno, il periodo in cui sono nato e che credo mi appartenga di piu.
L'autunno mi appartiene, mi ricorda il profumo delle foglie secche e dei prati ormai ricoperti di brina.
Mi ricordano un tempo lontano in cui le cose più semplici erano anche le più belle
sabato 17 ottobre 2015
mercoledì 24 giugno 2015
Estate - Stop & Go
Dopo tanti mesi davvero duri, l'estate è arrivata.
Come un fulmine a ciel sereno mi sono tuffato nel caldo giugno, dove le giornate sono lunghe e il clima non è più freddo.
La primavera è stato un mix di stress lavorativo e (non me ne vergogno a dirlo) anche calcistico.
Questo primo anno in questa categoria è stato (pur sempre delimitato nei confini di sport e divertimento) durissimo.
Arrivare poi a mettere la parola fine sulla stagione al 7 giugno, ha sfiancato me e tutti gli altri ragazzi in maniera pesante.
In più il ritmo di lavoro, come sempre, è stato davvero alto.
Poco riposo, tante ore incasinate hanno eroso tutte le mie energie mentali e fisiche.
Ma ora che tutto è finito e si è concluso in maniera positiva, posso pensare ai prossimi mesi con più serenità.
Lassù in montagna, dove abito, la mia mente si rilassa...
Perchè ad un certo punto c'è la necessità di staccare la spina e fare dell'altro; c'è la necessità di ricaricare le batterie e lasciarsi cullare dal dolce caldo estivo.
Sono i mesi più belli dell'anno questi, perchè ti permettono di guardare in maniera più obiettiva e indiretta su quello che si è fatto in precedenza.
E' una sorta di Stop & Go dell'anno, come può esserlo in maniera minore anche Natale.
Sono le due grandi pause annuali che ti permettono di capire come è andato o sta andando il tuo anno.
In fondo quando eravamo più piccoli, chi non si fermava durante l'estate?
Finiva la scuola, iniziavano le lunghe giornate al campetto; finivano i pomeriggi intensi a studiare (nel mio caso pochi :) ) e cominciava il lento scivolare verso i mesi più caldi dell'anno.
Si perchè i ricordi più belli dell'estate sono senza dubbio quelli di quando ero bambino.
Ricordi puri e un pò sbiaditi (sembrano passati secoli), ma di una forza impressionante. Ricordi che rimangono nella mente anche adesso, alla soglia dei miei 30 anni e che sembrano sempre più presenti.
Non avevi più pensieri, niente ansie, solo un fresco gelato in mano ed i piedi immersi nella fontana del paese, al riparo dal caldo Sole di un'estate infinita...
Come un fulmine a ciel sereno mi sono tuffato nel caldo giugno, dove le giornate sono lunghe e il clima non è più freddo.
La primavera è stato un mix di stress lavorativo e (non me ne vergogno a dirlo) anche calcistico.
Questo primo anno in questa categoria è stato (pur sempre delimitato nei confini di sport e divertimento) durissimo.
Arrivare poi a mettere la parola fine sulla stagione al 7 giugno, ha sfiancato me e tutti gli altri ragazzi in maniera pesante.
In più il ritmo di lavoro, come sempre, è stato davvero alto.
Poco riposo, tante ore incasinate hanno eroso tutte le mie energie mentali e fisiche.
Ma ora che tutto è finito e si è concluso in maniera positiva, posso pensare ai prossimi mesi con più serenità.
Lassù in montagna, dove abito, la mia mente si rilassa...
Perchè ad un certo punto c'è la necessità di staccare la spina e fare dell'altro; c'è la necessità di ricaricare le batterie e lasciarsi cullare dal dolce caldo estivo.
Sono i mesi più belli dell'anno questi, perchè ti permettono di guardare in maniera più obiettiva e indiretta su quello che si è fatto in precedenza.
E' una sorta di Stop & Go dell'anno, come può esserlo in maniera minore anche Natale.
Sono le due grandi pause annuali che ti permettono di capire come è andato o sta andando il tuo anno.
In fondo quando eravamo più piccoli, chi non si fermava durante l'estate?
Finiva la scuola, iniziavano le lunghe giornate al campetto; finivano i pomeriggi intensi a studiare (nel mio caso pochi :) ) e cominciava il lento scivolare verso i mesi più caldi dell'anno.
Si perchè i ricordi più belli dell'estate sono senza dubbio quelli di quando ero bambino.
Ricordi puri e un pò sbiaditi (sembrano passati secoli), ma di una forza impressionante. Ricordi che rimangono nella mente anche adesso, alla soglia dei miei 30 anni e che sembrano sempre più presenti.
Non avevi più pensieri, niente ansie, solo un fresco gelato in mano ed i piedi immersi nella fontana del paese, al riparo dal caldo Sole di un'estate infinita...
venerdì 3 aprile 2015
Non è importante.
Raggiungere i propri obiettivi è il primo pensiero che ci sveglia la mattina e (quasi) l'ultimo che precede il sonno.
L'intera giornata è una continua rincorsa che culmina al crepuscolo, quando la mente stacca definitivamente la spina alla ricerca del meritato riposo.
Ho capito che alla fine delle tante questioni che si intrecciano durante le ore del giorno, solamente alcune sono davvero importanti.
Alle volte davvero vieni trascinato in un vortice senza fine di stress che ti fa "degradare" in uno stato pietoso.
Vedo ogni giorno persone completamente assuefatte dallo stress e dall'agitazione.
E questo spesso ti porta a non fare bene le varie attività della giornata.
Come si può lavorare in perenne stato di stress? Come si può fare attività sportiva perennemente incazzati? Come si può vivere bene una serata con la famiglia o gli amici con il muso stampato in faccia?
E' un circolo vizioso, una droga, un muro dietro cui spesso ci nascondiamo per non affrontare la realtà.
Viviamo ricevendo tanti (troppi) stimoli, il mondo gira veloce e richiede cinture ben allacciate per non cadere dalla "ruota".
Nella vita abbiamo bisogno tutti quanti di un timone solido per poter uscire da questa caverna buia, decadente e con le pareti scivolose.
In fondo vediamo la luce, vediamo la serenità, vediamo le vacanze, il riposo, i sorrisi, una birra in compagnia.
Bisogna avere le spalle larghe in questo mondo maledetto, ma che sà regalarti anche tante belle cose, ma bisogna guadagnarsele.
Una persona a me molto cara l'altro giorno mi ha detto una frase che ho sentito dire tante volte, ma su cui ho forse riflettuto solo adesso ( a 30 anni quasi ): "mai mollare, e quando hai raggiunto qualche risultato è quello il momento di accellerare e non adagiarsi".
Della serie, attento che la vita può regalarti qualche soddisfazione, ma se "tiri indietro" un solo centimetro, è li pronta a punirti.
La vita è pura, stronza e bellissima.
L'intera giornata è una continua rincorsa che culmina al crepuscolo, quando la mente stacca definitivamente la spina alla ricerca del meritato riposo.
Ho capito che alla fine delle tante questioni che si intrecciano durante le ore del giorno, solamente alcune sono davvero importanti.
Alle volte davvero vieni trascinato in un vortice senza fine di stress che ti fa "degradare" in uno stato pietoso.
Vedo ogni giorno persone completamente assuefatte dallo stress e dall'agitazione.
E questo spesso ti porta a non fare bene le varie attività della giornata.
Come si può lavorare in perenne stato di stress? Come si può fare attività sportiva perennemente incazzati? Come si può vivere bene una serata con la famiglia o gli amici con il muso stampato in faccia?
E' un circolo vizioso, una droga, un muro dietro cui spesso ci nascondiamo per non affrontare la realtà.
Viviamo ricevendo tanti (troppi) stimoli, il mondo gira veloce e richiede cinture ben allacciate per non cadere dalla "ruota".
Nella vita abbiamo bisogno tutti quanti di un timone solido per poter uscire da questa caverna buia, decadente e con le pareti scivolose.
In fondo vediamo la luce, vediamo la serenità, vediamo le vacanze, il riposo, i sorrisi, una birra in compagnia.
Bisogna avere le spalle larghe in questo mondo maledetto, ma che sà regalarti anche tante belle cose, ma bisogna guadagnarsele.
Una persona a me molto cara l'altro giorno mi ha detto una frase che ho sentito dire tante volte, ma su cui ho forse riflettuto solo adesso ( a 30 anni quasi ): "mai mollare, e quando hai raggiunto qualche risultato è quello il momento di accellerare e non adagiarsi".
Della serie, attento che la vita può regalarti qualche soddisfazione, ma se "tiri indietro" un solo centimetro, è li pronta a punirti.
La vita è pura, stronza e bellissima.
sabato 31 gennaio 2015
Duemilaquindici
E' sera tardi, la radio passa Congregation dei Foo Fighters e come un lampo (come spesso accade) sento la necessità di scrivere qui.
Come un lampo improvviso in questa fredda ma serena giornata di fine gennaio, scrivo parole di getto, senza quasi pensarci.
Sono passate da qualche settimana le vacanze di Natale, e finalmente dopo tanti anni, sono riuscito a staccare per dieci giorni il cervello.
Come un lampo improvviso in questa fredda ma serena giornata di fine gennaio, scrivo parole di getto, senza quasi pensarci.
Sono passate da qualche settimana le vacanze di Natale, e finalmente dopo tanti anni, sono riuscito a staccare per dieci giorni il cervello.
Il Natale è come una grande bolla di sapone in cui il tempo rallenta, le pile si ricaricano e mi rifugio nella mia calda ed accogliente casa.
Poi tutto ricomincia, quasi da zero con il ritmo forsennato di inizio anno.
Il lavoro, gli impegni, lo sport, le alzatacce mattutine, i pranzi di corsa e le dormite del weekend nel (vano) tentativo di recuperare le energie.
Questo duemilaquindici è partito forte, mi sento come se stessi viaggiando su di un treno in corsa che stà inziando il percorso che mi porterà fino alla fine dell'anno.
E' un anno carico e rivoluzionario per tanti aspetti (le premesse ci sono davvero tutte)
E io ci sono, sono qui pronto ad affrontare questo vortice di eventi che mi ha già travolto e che sono sicuro mi scombussolerà ancora di più di quanto lo stia facendo già adesso.
Voglio che questo duemilaquindici porti una ventata di novità nella mia vita, voglio che cambi qualcosa.
Avrò il fiato corto, le gambe stanche e la testa a pezzi, ma l'obbiettivo posto è grande.
Le premesse ci sono tutte, il treno và già a mille all'ora.
E allora perchè non essere positivi una volta tanto? Perchè non credere in quello che si stà facendo?
Le novità vanno accolte, i sogni mica si realizzano da soli.
Auguro a tutti un anno
Io ci sono, e voi?
Poi tutto ricomincia, quasi da zero con il ritmo forsennato di inizio anno.
Il lavoro, gli impegni, lo sport, le alzatacce mattutine, i pranzi di corsa e le dormite del weekend nel (vano) tentativo di recuperare le energie.
Questo duemilaquindici è partito forte, mi sento come se stessi viaggiando su di un treno in corsa che stà inziando il percorso che mi porterà fino alla fine dell'anno.
E' un anno carico e rivoluzionario per tanti aspetti (le premesse ci sono davvero tutte)
E io ci sono, sono qui pronto ad affrontare questo vortice di eventi che mi ha già travolto e che sono sicuro mi scombussolerà ancora di più di quanto lo stia facendo già adesso.
Voglio che questo duemilaquindici porti una ventata di novità nella mia vita, voglio che cambi qualcosa.
Avrò il fiato corto, le gambe stanche e la testa a pezzi, ma l'obbiettivo posto è grande.
Le premesse ci sono tutte, il treno và già a mille all'ora.
E allora perchè non essere positivi una volta tanto? Perchè non credere in quello che si stà facendo?
Le novità vanno accolte, i sogni mica si realizzano da soli.
Auguro a tutti un anno
Io ci sono, e voi?
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