lunedì 16 dicembre 2013

Viaggi

In queste settimane sento davvero il bisogno di scrivere e di dedicare del tempo un pò a me stesso.
Finalmente questa sera la dedico solo a me, alla musica, alle mie riviste e al relax.
La bimba è di là che dorme, la compagna è a cena con un'amica e finalmente posso riposare.
Mi sento come un treno in corsa che ogni tanto ha bisogno di rallentare, fermarsi alla stazione a fare rifornimento e ripartire verso un lungo viaggio.
Ci sono le montagne da superare, l'orizzonte inizia ad illuminarsi lentamente ma il meriggio è ancora lontano.
Ogni tanto vorrei guardare la mia vita da un finestrino e capire dove sta andando, cosa sto facendo e chi mi sta accompagnando.
Mi accorgo di essere superficiale (non sempre) e di non godere a pieno delle giornate che passano; ho come l'impressione che il mondo vada più veloce di me e che arranco parecchio per rimanere al passo.
I paesaggi passano dal finestrino e io sono li, fermo a guardare, nella speranza che un'ancora invisibile faccia rallentare il treno.
Il periodo è quello giusto, rallentare è necessario, altrimenti il rischio è quello di deragliare non tornando più in pista.
In altri miei post ho parlato del periodo natalizio e della sua "magia"; si torna un pò bambini per qualche giorno, vieni coccolato e ti rilassi il più possibile.
Quest'anno però è tutto più particolare, vedo mia figlia ormai cresciuta che ha preso consapevolezza dello spirito natalizio; rivedo mè in lei e del come vorrei essere ora.
Felice, tranquillo e senza pensieri.